Visualizzazione post con etichetta Lion. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lion. Mostra tutti i post

domenica 21 luglio 2013

Kleiner Flug, il fumetto tra le nuvole

                                             
Alessio D'Uva, l'intervistato
Bullet Ballad
Alessio D'Uva, entrato nel mondo del fumetto con Topolino e addentratosi grazie ad un gruppo di amici appassionati, è lo sceneggiatore di Bullet Ballad, disegnato da Arjuna Susini.
Ha collaborato con alcune case editrici come Bottero Edizioni, JPOP, Planeta, Lion e Panini.


Oggi è impegnato con la casa editrice Kleiner Flug, da lui creata, con progetti e lavori in continuo aumento.

Ci racconta il suo viaggio iniziato da alcuni scatoloni in soffitta.  

Ciao Alessio

Ciao Stefania!

Iniziamo proprio dall'inizio, come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

Direi che è stato intorno ai 12 anni, quando mi sono trasferito da Firenze in una casa in provincia. Appena arrivato là, in questo enorme villone abbandonato dai precedenti proprietari, ho rovistato in soffitta e ho scoperto un tesoro fatto di scatoloni pieni di Topolino. Essendo stato, da piccolo, molto schivo e riservato, timido a livelli patologici, passavo il mio tempo a leggere di quel topo e dei suoi amici. Così son rimasto fregato…

La vicinanza, poi, di amici come Alberto Pagliaro, Francesco Ciampi e altri grandi appassionati di
fumetto, ha fatto il resto.

Quali sono stati i tuoi primi passi?

Dopo Topolino sono arrivati i fumetti Bonelli, poi i supereroi. Poi direi che sono quasi spariti tutti per essere soppiantati da prodotti un po' più, diciamo, di nicchia. Ma oltre alla lettura e alle collezioni che facevano impazzire i miei genitori, a causa del troppo spazio occupato, possiamo dire che i miei primi passi nel mondo del fumetto sono stati mossi grazie a Francesco Ciampi e Alberto Pagliaro. Per il primo comincia a letterate delle storie apparse su BLUE, Coniglio editore, e poi a scrivergliene, mentre con il secondo scrissi una storia che venne pubblicata sull'antologico BLACK, di Coconino. La cosa mi piacque molto e cominciai a scrivere, a scrivere, a scrivere… e conservo ancora molte delle cose scritte allora, su dei fogliacci.

Quali sono stati quelli più importanti?


Antologia Dreams pubblicata 
da Double Shot
sito ufficiale:

Dopo questo inizio, ho insistito molto. Ho cominciato a frequentare forum di
fumetti, fiere, fumetterie, mi sono confrontato con amici e sono nate nuove amicizie. Insieme a uno di questi amici, Lorenzo Corti, e col supporto di un editore, Bottero Edizioni, fondai una piccola etichetta chiamata DOUbLe SHOt. Il cui intento era, fondamentalmente, quello di pubblicare quel che piaceva a noi. Acquistammo così i diritti per la pubblicazione di DEMO di Brian Wood e Becky Cloonan. Fu un discreto successo. Ci portò il primo Gran Guinigi, premio consegnato a Lucca Comics. Così decidemmo di andare avanti e di fondare un'associazione culturale che è stato il nostro giochino per alcuni anni.
Un passo importante è stato poi abbandonare questa associazione per entrare insieme a Lorenzo nello
staff Lion, ma passo ancora più importante è stato abbandonare Lion.

Come è nata la Kleiner Flug?

L'idea di una casa editrice che proponesse biografie a fumetti di personaggi illustri mi balenava in testa da tantissimo, così come l'idea di adattamenti di opere letterarie. Un giorno mi son chiesto quanto mi interessassero i supereroi e quanto mi interessasse un fumetto diverso. La risposta non è stata difficile, perché fare quel che mi piace di più è sempre stato il mio obbiettivo. La risposta è stata Kleiner Flug, che anche nel nome porta quella mia voglia di dimostrare quanto sia breve la distanza tra teatro, letteratura e arte in genere. Una distanza che si può coprire con un piccolo saltello o con un piccolo volo, KLEINER FLUG in tedesco.



Quali sono stati i progetti di cui si è occupata?

Opere di Verdi a fumetti
Interno di Macbeth
È una realtà talmente giovane, che è impossibile parlare di progetti al passato. I primi lavori su cui ci stiamo buttando sono le opere di Verdi a fumetti:   La traviata, Otello, Aida e Macbeth, realizzate da Stefano Ascari ai testi e coi disegni di Alberto Pagliaro e Cesare Buffagni.


Interno di: La Traviata                     Otello                                              Aida  
Poi abbiamo intenzione di provare a realizzare una guida di Venezia un po' particolare, con molte illustrazioni e pochissimo testo. Sono stati coinvolti 5 bravissimi Urban Sketcher, che in una settimana hanno realizzato circa 120 illustrazioni di quella bellissima città.
Infine, molti autori stanno lavorando a delle interessanti biografie di italiani illustri e spero di poterne parlare più approfonditamente ben presto.

Puoi accennarci qualcosa sui nuovi progetti in cantiere?

Posso solo dirti che sono in fase di lavorazione fumetti su Dante Alighieri, Benvenuto Cellini, Francesco Petrarca, Giotto, Donatello, Farinata degli Uberti, Raffaello, Nicola Pisano e Guido Monaco, per citarne alcunni, mentre dalla Francia arriveranno adattamenti di almeno 4 opere letterarie, ma è ancora troppo presto per parlare di titoli.

Grazie per la tua disponibilità Alessio. 

Grazie a te, Stefania. A presto! 

E anche voi "volate" nel sito: www.kleinerflug.it  per restare sempre aggiornati.


venerdì 12 luglio 2013

Per i più curiosi...


                                       l'intervista a Loris Cantarelli

Come è nato Fumo di China?

Uscì nel 1978 dopo varie sperimentazioni. E' uscita come bollettino del Club Giovani Amici del Fumetto, trimestrale per fumetterie e infine rivista distribuita in edicola restando invariato ed intenso nonostante il passare del tempo l'amore per il fumetto che ha unito lettori di tutte le età. Marco Marcello Lupoi, attualmente dirigente Marvel e Panini, ha lavorato da giovanissimo per FdC. La sua rubrica l'ha chiamata Cuore di China in cui racconta le vicissitudini sentimentali dei super eroi americani, che da sempre lo hanno appassionato.

Love and Rockets dei fratelli Fernandez


E soprattutto quelli dei fratelli Fernandenz, con il ciclo Love and Rockets.

Esatto, si divertita a raccontare il fumetto americano così.

Pino di Stefano è un esordiente redazionale che ha pubblicato recensioni con voi. Come ci è riuscito?

Nel suo caso è uno scrittore appena laureato, che ha scritto un libro su Pasolini. Si è presentato come scrittore con l'interesse di recensire per noi, un esempio di sua recensione è quella di Zero Calcare.
In genere come la nostra storia dimostra siamo aperti a tutte le collaborazioni. E' chiaro che prima chiediamo delle prove. In genere basta un buon italiano e un po' di buon senso. Però il fatto di dover raccontare o spiegare le cose in un limitato numero di battute non si improvvisa.
I suoi pezzi andavano bene.

Se vi propongono articoli o recensioni con errori come vi comportate?

Non succede niente di tragediografo, li segnaliamo e li correggiamo con i controlli dovuti. Dovremmo essere in grado di conoscere tutto di tutti, così da poter individuare i possibili errori. Ovviamente dipende anche dalla loro entità: se un errore consistente finisse in stampa certamente non ci facciamo una bella figura.

Nell'intervista ad Andrea Mazzotta pubblicata qualche giorno fa, abbiamo parlato di come l'Italia sia un ottimo paese per il mercato dei fumetti. Cosa ne pensi?

Poche volte si ricorda che l'Italia è una delle super quattro potenze produttrici di fumetto: Giappone, America e area francofona detengono il podio seguite dall'Italia.
Magari produciamo meno copie, ma i personaggi creati e conosciuti all'estero sono moltissimi.
E' vero siamo quarti su quattro, ma tra quali quattro: il Giappone ha la popolazione che legge di più al mondo e non solo fumetti, ma in generale, negli Stati Uniti è nato il fumetto americano mentre nell'area francofona il fumetto seppur pubblicato solo in libreria, molte iniziative che lo riguardano sono finanziate dallo Stato e il ministro della cultura partecipa a inaugurazioni e manifestazioni.
Ogni lingua e paese adesso ha la sua produzione di fumetti, pertanto non siamo per niente in una posizione sfavorevole, direi adeguata alla produzione dei tre quarti di fumetti disneyani che vengono prodotti da autori italiani.

Cosa tendete a privilegiare nelle recensioni?

Poiché il periodico è mensile non recensiamo ciò che il mese dopo è già sparito, per tanto evitiamo il materiale da edicola e ci dedichiamo a fumetti che il lettore può acquistare in fumetteria o in libreria dove può trovare anche gli arretrati. Inoltre abbiamo esperti che frequentano fumetterie e librerie, pertanto è difficile che ci sfuggano le novità, mentre è più facile che a passare inosservati siano volumi vecchi ma non per questo meno interessanti.

Consideri importante la lettura di FdC per gli appassionati di fumetto?

In questi anni siamo passati dall'essere l'unica fonte a una delle tante, Batman è bello o Superman è brutto. Ci sono storie belle di Batman come Il ritorno del cavaliere oscuro che la Lion riproporrà, o All star Superman uscita pochi anni fa.
Batman, Il ritorno del cavaliere
oscuro
di Frank Miller
All Star Superman di Grant Morrison
specialmente con l'avvento del web, che propone sempre più siti già indirizzati all'interesse specifico del lettore. Nonostante questo resta una rivista importante per tutti quei lettori che desiderano una panoramica più ampia delle mode e delle influenze del momento. Le nostre recensioni guidano anche gli appassionati nell'enorme flusso della produzione fumettistica. Ci sono infatti storie belle e brutte per ognuno dei super eroi: non si può dire

Possiamo avere qualche anticipazione sul prossimo numero di FdC?

END di Barbara Canepa
e Anna Merli
Posso dirvi che ci sarà un'intervista a Barbara Canepa e Anna Merli, rispettivamente sceneggiatrice e disegnatrice del gotico END. Elisabeth attesa da noi da molto tempo.
Mentre in copertina lasceremo spazio al nuovo fumetto bonelliano Drago Nero, anticipato dal numero zero di sedici pagine, molto professionale. Della storia possiamo dire ancora ben poco essendo solo al primo volume.




Persino la Sergio Bonelli che poteva vivere di soli fumetti, ha utilizzato un nuovo linguaggio per pubblicizzare la sua nuova uscita. Cosa ne pensi di questa scelta?

Drago Nero di Luca Enoch
Mazinga Z di Go Nagai
Oggi non si può più fare i fumetti con i fumetti. Finalmente anche la Bonelli ha adottato il web per pubblicizzare la sua uscita, con l'apertura di un blog, di una pagina Facebook e la pubblicazione di banners, per non parlare dell'accordo con la casa di distribuzione di videogiochi fantasy, con il cui acquisto ricevi la copia cartacea del numero zero di Drago Nero. Non è per niente inusuale come scelta, è una cosa che in America e in Giappone succede da molto tempo. Si pensi a Mazinga Z il robot nipponico seguito poi da Goldrake che risultava avere le gambe larghe poiché il creatore era stato influenzato dall'inventore di giocattoli che lo aveva avvertito dell'impossibilità per un futuro pupazzo di restare in piedi con quella forma. Incredibile, in Giappone già quaranta anni fa tutto era pensato insieme:fumetto, animazione gadgets.
Oggi non possiamo più creare solo con un medium.
Anche noi di FdC abbiamo un sito: http://www.fumodichina.com/

Per chi si affaccia alla scrittura creativa, che direzione consigli?

Assolutamente la sceneggiatura, abbiamo poca produzione buona in questo ambito, in particolare perché l'italiano è parlato meno di altre lingue all'estero e per questo abbiamo meno lavoro, riflettendo la crisi come tutti gli altri ambiti.
Inoltre apre la mente e ti fa vedere le cose in un'altra ottica. Tutti andiamo al cinema, ma pochi si concentrano per capire cosa ci sia dietro. E' facile staccare il cervello e lasciarsi trascinare dal film. Sicuramente si seguirebbe meno il film cercandoci dentro, ma si ricorderebbe meglio e con un significato diverso.

Mentre quanti romanzieri ci sono?

In Italia si dice che nessuno legge, ma tutti hanno il romanzo nel cassetto. Questo è grave perché se un non-lettore scrive come legge, è bene che ci resti nel cassetto.
Non è vero che oggi i ragazzi scrivono poco. In realtà tutti i devices spingono a scrivere di più come social network e what's app, ciò che è cambiato è il tipo di linguaggio, sicuramente diverso e non adatto a un libro o una rivista.

mercoledì 3 luglio 2013

Per il ritorno de I Puffi interpelliamo il Glifo

Tornano in edicola e sul grande schermo I Puffi

L'intervistato Andrea Mazzotta, detto il Glifo

La sua passione per il fumetto è nata in edicola con la lettura di Bonelli, super eroi e fumetti d'autore. All'Università di Perugia ha avuto la possibilità di approfondirlo collaborando con la Biblioteca delle Nuvole diventandone il direttore. L'esperienza e i contatti maturati lo hanno portato a dirigere la Nicola Pesce Editore e al termine del rapporto è diventato consulente editoriale della RW-Lineachiara con la quale lavora attualemente.
Andrea Mazzotta, personalità di spicco nel mondo fumettistico, ci racconta la sua passione e il suo lavoro.


Gli intervistatori

Cosa rappresenta per te il tuo lavoro e il fumetto?

Personalmente per me questo è il lavoro più bello del mondo. Lo faccio con passione. Mi piacciono moltissimo i fumetti che considero una forma di comunicazione primordiale. E poiché mi è sempre piaciuta la comunicazione ho ritenuto che quella più interessante da approfondire fosse il fumetto. 


Perché primordiale?
Grotte di Altamira, Spagna

In questo periodo c'è una forte discussione sulla nascita del fumetto, il discorso dei protofumetti, associati alle pitture nelle caverne, come ad esempio le Grotte di Altamira.
Tramite immagine e poi linguaggio accompagnano l'uomo dalla sua nascita e tu conoscendo questa forma di comunicazione puoi conoscere l'uomo.
Se realizziamo la storia a fumetto mondiale è possibile leggere ciò che succede nella società.

Campagna di sensibilizzazione di Dylan Dog

Nel 1986, quando trasmettevano quella pubblicità contro l'AIDS e la discriminazione dei siero positivi, uscirono delle storie di Dylan Dog a questo proposito. Sensibilizzò moltissimi lettori dando una chiave di lettura nuova. Un concetto importante in quattro semplici parole.
O come quando arrivò il manga in Italia, fu un momento di globalizzazione.
Nel fumetto ci leggiamo il mondo.




Perché Dylan Dog è così importante nello scenario fumettistico italiano?

Dylan Dog è uscito nel 1986, in quel periodo ancora circolavano le riviste, ma con una forma di comunicazione autoriale per un lettore sopra i 19 anni con i loro messaggi forti e seri. Esistevano anche riviste di avventura, ma non avevano un linguaggio che interessava chi abbandonava per esempio Topolino.
Dylan Dog ha aperto un dibattito su dove finisce il fumetto popolare e dove inizia quello d'autore perché con un determinato linguaggio induceva a riflettere e ti poneva domande. Non aveva il solo scopo di intrattenerti come Martin Mystery, Tex o Zagor.
Infatti uno dei primissimi usciti, il numero 13 Vivono tra noi riportava l'interazione di un'etnia diversa all'interno di un gruppo sociale con la 
metafora dei vampiri. Oppure La zona del crepuscolo, il numero 7, 
una riflessione sull'eternità e sul quotidiano che si ripete.
Aveva così tanti piani di lettura che li assorbivamo senza rendercene conto. Ci tornavamo con gli anni. 

Quali innovazioni ha portato Tiziano Sclavi con Dylan Dog?
Tiziano Sclavi e il suo indagatore dell'incubo.
http://www.mydylandog.it/index.asp?p=140

Ha cambiato il modo di raccontare e scrivere il fumetto. Le innovazioni di Sclavi hanno funzionato a livello mondiale. Inserire una ballata o una poesia in un fumetto con la frequenza e l'abilità di Sclavi è una cosa che adesso ci sembra normale, ma è geniale.
Sclavi è stato uno dei primi citazionisti, lui citava in continuazione, ma non plagiando. Raccontava come lui aveva percepito un film, un libro dando la sua interpretazione fumettistica. 

Parliamo un po' del tuo lavoro alla RW-Lineachiara. Quali sono i dati tecnici dell'attività editoriale?

Etichette della casa editrice
http://www.rwedizioni.it/news/lineachiara/
La casa editrice ha tre etichette editoriali: Lion che si occupa dei fumetti dell'universo DC e parzialmente del fumetto americano, Goen per i manga e Lineachiara che racchiude tutto il resto, come fumetto francese, italiano, argentino e inglese.
Quest'ultima etichetta finora si occupava di fumetto franco-belga con una particolare attenzione ai classici, ma ci stiamo allargando a nuovi orizzonti. 
L'integrale de I Puffi

Quali sono le novità in uscita?

Per quanto riguarda i classici stiamo lavorando all'integrale de I Puffi, che dovrebbe essere disponibile per Settembre. Ha una forte componente saggistica perché quando si propongono opere classiche, è molto importante inserire una componente redazionale, che contestualizzi il periodo storico e il significato che ha portato l'opera. Dell'autore pubblicheremo tutto anche John & Solfami, serie originale in cui I Puffi erano uno spin off dell'avventura Il flauto a sei Puffi. 

L'ampliamento di orizzonti a cui ci accennavi di cosa si tratta?

Allargheremo la nostra produzione verso altri paesi. Pubblicheremo materiale italiano non recentissimo, ma di altissimo livello che da anni manca in tutte le librerie e in tutte le edicole, reclamato più volte da moltissimi lettori, con un tipo di fumetto disneyano e una storia gloriosissima in edicola compiendo un percorso parallelo a Topolino. 

Per concludere, come consideri l'Italia verso i fumetti?

L'Italia è un ottimo paese per leggere i fumetti perché viene stampato molto materiale. In Giappone il fumetto francese esce molto poco. In America leggereste molto meno fumetto giapponese e meno francese di quello che si legge in Italia. In Francia stessa cosa. Il fumetto argentino è conosciuto poco. Pertanto per il mercato del fumetto, l'Italia è il paese migliore. 



Salutiamo Andrea e non perdete le novità e gli eventi del mondo del fumetto. 
Tenete sotto clic il blog: http://www.lospaziobianco.it/



Stephanie Soren